lunedì 23 luglio 2012

Dieta Med-Italiana estiva? La frutta!

Ogni stagione ha sue caratteristiche: climi, colori, profumi. Ben si associa a questo periodo estivo la frutta che viene regolarmente consumata sulla tavola in questi mesi:  albicocca, anguria, melone, pesca e prugna. Anche il colore di questi frutti sembra sposarsi al meglio con l’estate, e già sappiamo che il colore può essere un’importante indicazione delle caratteristiche nutrizionali di un alimento.

Analizziamo ora brevemente questi 5 frutti proposti:

Albicocca. E’ il frutto con il più alto contenuto di potassio e di carotene (che nel nostro organismo si trasforma in vitamina A). Il suo sapore dolciastro è dovuto alla presenza di un particolare zucchero (sorbitolo). La vitamina C è presente in piccole concentrazioni, e i semi non sono commestibili in quanto la parte interna contengono una sostanza velenosa (l’acido cianidrico). L’albicocca ben si presta alla produzione di marmellata (è un frutto che matura sull’albero in pochi giorni ed in grandi quantità, e la confettura è stata da sempre utilizzata come un metodo conservativo). Un consumo eccessivo di albicocche può favorire effetti lassativi.

Anguria (o cocomero). E’ il frutto a maggior contenuto di acqua e minor potere calorico. In effetti è una falsa credenza che il cocomero sia dolce e calorico: il contenuto in zuccheri è ridottissimo ed il senso di sazietà che deriva dopo l’assunzione di anguria è favorito dalla presenza di specifiche sostanze aromatiche acaloriche. Per questo motivo il cocomero è particolarmente indicato in regimi ipocalorici. Tuttavia c’è da segnalare anche la scarsa concentrazione di vitamine e sali minerali. E’ consigliato non ingerire i semi, in quanto possono favorire l’insorgere di scariche diarroiche con dolore.

Melone. Sono accostabili all’anguria, in quanto ricchissimi di acqua e con poche calorie (tuttavia leggermente superiori al cocomero). Altri micronutrienti presenti nel melone sono la vitamina C, il potassio e il carotene (precursore della vitamina A).

Pesca. Come i due frutti appena elencati, la pesca non presenta importanti valori nutritivi, in quanto è composta prevalentemente d’acqua, e, in piccole quantità, zuccheri e vitamine. Si consiglia di eliminare la buccia pelosa in superficie, in quando è in grado di trattenere sostanze chimiche che, a lungo andare possono creare problemi al fegato e allergie.

Prugna. E’ un frutto dal gusto acidulo-zuccherino. Questo gusto è dovuto alla presenza di acido malico da una parte e fruttosio e sorbitolo dall’altra. Anche in questo caso l’apporto calorico è ridotto (tuttavia non è trascurabile la presenza di zuccheri), mentre la presenza di proteine e grassi è trascurabile. E’ molto conosciuta per le sue qualità lassative ed in effetti la presenza di fibra e di una sostanza, la difenil-isatina, che promuove i movimenti intestinali e l’espulsione delle feci. Questo effetto è rafforzato nelle prugne essiccate nelle quali, con la privazione dell’acqua tali sostanze sono più concentrate. Ha un ottimo contenuto in potassio e vitamina A. (A. Serra)

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