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venerdì 17 agosto 2012

Le nostre ossa sono difese dalla Dieta Mediterranea!

Il problema delle ossa fragili interessa molte più persone di quanto si possa credere. Sono molte, per esempio, le donne con l’osteoporosi – ma anche gli uomini non ne sono esenti. Poi, la perdita di densità minerale ossea che interessa le persone anziane espone a tutta una serie di rischi, tra cui la predisposizione alle fratture.

Se prevenire è meglio che curare, cosa c’è di meglio che prevenire in modo semplice e piacevole? Un modo che soddisfa questi requisiti è la dieta mediterranea che, se ricca di olio extravergine di oliva, può davvero promuover la salute delle ossa. Questo, per lo meno, secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, la rivista ufficiale della Endocrine Society.

I ricercatori spagnoli sono partiti dal constatare che in Europa l’incidenza di osteoporosi è inferiore rispetto agli altri continenti. Un motivo ci deve essere, si saranno detti gli scienziati, e così hanno ipotizzato che questo potesse ritrovarsi nella dieta mediterranea che comprende un buon apporto di olive e olio da esse derivato.
«L’assunzione di olio d’oliva è stata posta in relazione alla prevenzione dell’osteoporosi in modelli sperimentali e in vitro – spiega il dottor José Manuel Fernández-Real dell’Ospedale Dr. Josep Trueta di Girona, e autore principale dello studio – Questo è il primo studio randomizzato che dimostra che l’olio d’oliva conserva le ossa, almeno come si evince dai marcatori ossei circolanti negli esseri umani».

Tutti i partecipanti appartenevano a uno studio nazionale a lungo termine volto a valutare l’effetto della dieta mediterranea nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Si tratta di uno studio per gruppi paralleli, randomizzato e controllato, che prende il nome di “Prevencion con Dieta Mediterranea” (PREDIMED). Da questo studio, i ricercatori hanno preso a caso 127 persone di età compresa tra i 55 e gli 80 anni. I soggetti non presentavano diagnosi di precedenti malattie cardiovascolari, tuttavia erano stati oggetto di diagnosi di diabete di tipo 2 o presentavano almeno tre fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, dislipidemia (un’elevata presenza di grassi nel sangue) o una storia familiare di malattie cardiovascolari premature.

I volontari sono poi stati suddivisi a caso in tre distinti gruppi.
Gli appartenenti al primo gruppo avrebbero seguito la dieta mediterranea integrata di frutta secca; gli appartenenti al secondo gruppo quella integrata da olio extravergine di oliva; gli appartenenti al terzo e ultimo gruppo una dieta povera di grassi.
All’inizio e durante il periodo di follow-up sono stati prelevati a digiuno dei campioni di sangue per analizzare i livelli di biochimici di osteocalcina, glucosio, colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi.

Le analisi condotte hanno permesso ai ricercatori di rilevare che negli appartenenti al gruppo “olio d’oliva” vi era un significativo aumento delle concentrazioni di osteocalcina totale e altri marker (marcatori) della formazione ossea. Altro dato degno di nota è che il Calcio sierico è aumentato – sempre nei soggetti che hanno assunto l’olio extravergine d’oliva – rispetto a coloro che avevano seguito le altre due diete che, per contro, hanno invece visto una diminuzione di questo Calcio.
Infine, anche la secrezione d’insulina è stata notata essere maggiormente preservata nei soggetti del gruppo olio d’oliva, suggerendo che una maggiore concentrazione di osteocalcina ha un effetto positivo anche in questo ambito.
Ecco dunque un altro studio che conferma come gli ingredienti della nostra cara dieta mediterranea possano fare la differenza per quel che riguarda la salute delle ossa, ma anche della salute in generale. (fonte: lm&sdp)

martedì 7 agosto 2012

Più salute con le 10 regole della Dieta Med-Italiana

La dieta mediterranea migliora davvero la salute, soprattutto se si osservano alcune regole. Il decalogo salva-benessere è stato stilato da Catherine Itsiopoulos del Centro di Dietologia della La Trobe University (Australia): la punta di diamante, spiega Itsiopoulos, è sempre stato e rimane l'olio d'oliva, «un grasso monoinsaturo che contribuisce a migliorare l'equilibrio del colesterolo buono e di quello cattivo». Compresa, ovviamente, la 'versione' extravergine, «ricca di antiossidanti».

Diversi studi hanno già dimostrato, in passato, gli effetti positivi della dieta mediterranea sulla salute e sul benessere in generale e gli effetti benefici su pazienti anche delicati, come quelli che soffrono di diabete di tipo 2. «Attualmente - spiega Itsiopoulos - stiamo lavorando su nuovi studi per capire gli effetti della dieta mediterranea sulla depressione e sulla steatosi epatica».

Dieci sono, secondo Itsiopoulos, i principi fondamentali per l'attuazione di una dieta sana in stile mediterraneo:

  1. Utilizzare l'olio di oliva come grasso aggiunto principale (60 ml/giorno)
  2. Mangiare verdura a ogni pasto (100 g di verdure a foglia verde e 100 g di pomodori, 200g per le altre verdure)
  3. Includere almeno due pasti di legumi (250 g l'una) a settimana
  4. Mangiare almeno due porzioni di pesce (150-200g l'una) a settimana, includendo il pesce azzurro
  5. Mangiare carne (manzo, agnello, maiale e pollo) non più di una volta a settimana
  6. Mangiare frutta fresca tutti i giorni e frutta secca come snack o dessert
  7. Mangiare yogurt tutti i giorni, ma formaggio con moderazione
  8. Includere nei pasti pane e cereali integrali
  9. Consumare con moderazione vino (1-2 bicchieri al giorno) sempre durante i pasti
  10. Riservare il consumo di dolci e bevande dolci per le occasioni speciali. (Fonte: M.C. Sole 24 Ore)

lunedì 23 luglio 2012

Olimpiadi: ai medagliati il PanSorriso, dolce della Dieta Med-Italiana


Sicuramente non ce ne sono, ma se dovesse esserci qualche atleta italiano in partenza per Londra che non ha ancora raggiunto il top della motivazione personale per affrontare al meglio le prossime gare olimpiche, allora c’ha pensato Giovanni Venneri, il pasticciere che ha inventato il PanSorriso, ad offrire la “carota” più ambita. Giovanni infatti promette di donare uno dei suoi famosi dolci della salute e del buonumore a ciascun atleta italiano che porterà a casa una medaglia, oro, argento o bronzo che sia.

«So bene che il mio PanSorriso è ben poca cosa – commenta il pasticciere salentino – ma è l’unico modo che ho (ed è un modo molto dolce) per incoraggiare personalmente tutti gli atleti italiani in partenza per Londra. Mi piacerebbe che “sfondassero” e che portassero a casa ed in patria un numero impressionante di medaglie, …non più di cinquanta però, altrimenti finisco sul lastrico! Scherzo naturalmente, sarebbe una gioia infinita se addirittura superassero questa quota. L’apoteosi totale, poi, la raggiungerei se qualcuna di quelle medaglie giungesse qui in Puglia, da parte degli atleti che questa terra sta inviando in Gran Bretagna, ossia Flavia Pennetta e Roberta Vinci per il tennis, Daniele Greco e Rosaria Console per l’atletica, Eliana Nardelli e Francesco Bruno per il tiro a segno, Pia Carmen Maria Lionetti per il tiro con l’arco, Luigi Mastrangelo per la pallavolo, Carlo Molfetta per il taekwondo e Luigi Samele per la scherma. A loro e a tutti gli altri grandi atleti italiani il mio più sentito Forza Azzurri. A proposito, non si dice più “in bocca al lupo”, perché da oggi per augurare il meglio si dirà …”PanSorriso in bocca!”»

In occasione delle Olimpiadi 2012, all’indirizzo web www.pansorriso.it sarà pubblicata in tempo reale la conta dei vari PanSorriso che Giovanni Venneri dovrà man mano sborsare per tenere fede alla sua promessa.

Il PanSorriso è un nuovo dolce, unico nel suo genere, conosciuto come “dolce della salute e del buonumore” per via dei suoi ingredienti che lo rendono sano e naturale al 100%. E’ realizzato con olio extravergine d’oliva “Adamo” (prodotto ad Alliste (Le), a non più di 100 metri dal laboratorio della pasticceria Venneri) e con miele locale, che sostituiscono rispettivamente burro e zucchero, rendendolo così leggerissimo, sano e digeribile. Per ora il pasticciere ha previsto due varianti, all’arancia e ai fichi, entrambi straordinariamente buoni. 

Il PanSorriso ha appena due mesi di vita, è stato infatti presentato al pubblico e alla stampa il 25 maggio scorso, nell’ambito del Festival della Dieta Med-Italiana, la kermesse promossa degli studenti dell’Istituto Costa di Lecce appartenenti al movimento “Repubblica Salentina”. Anche il nome, il logo e la forma di questo nuovo prodotto della pasticceria italiana sono originali. L’icona che lo caratterizza richiama la forma con cui il PanSorriso si presenta al consumatore, ossia  un sole sorridente, simbolo emblematico della terra che lo produce. Il nome mette allegria soltanto a pronunciarlo e poi, sembra sia stato sperimentato, è sufficiente assaggiarne un pezzo per entrare in uno stato di piacevole buonumore. 


giovedì 17 maggio 2012

A Michelle Obama un ulivo monumentale di 1.400 anni


Il 25 maggio, alle ore 18, nell’ambito del Festival della Dieta Med-Italiana, sarà firmato il documento ufficiale di assegnazione onoraria di un antichissimo albero d’ulivo monumentale salentino (denominato “La Regina”) alla First Lady degli Stati Uniti, la signora Michelle Obama. L’assegnazione è motivata dal grande ed importante impegno con cui la moglie del presidente Usa negli ultimi anni ha indicato e ha incoraggiato il popolo americano e, in particolare, i bambini e le loro famiglie, a seguire uno stile di vita più sano basato sui concetti fondamentali della Dieta Mediterranea, i quali prevedono sia una corretta alimentazione che una maggiore attività fisica. Oltre all’aspetto simbolico dell’assegnazione, anche tutto l’ottimo olio extravergine d’oliva che l’albero produrrà il prossimo autunno sarà inviato alla famiglia Obama presso la Casa Bianca.

Le parti coinvolte sono diverse, ognuna per le proprie competenze. C’è la Provincia di Lecce in persona del presidente Antonio Gabellone e dell’assessore all’agricoltura Francesco Pacella, c’è l’Istituto Costa di Lecce, ideatore e promotore del progetto “Dieta Med-Italiana”, c'è la Camera di Commercio e la Coldiretti di Lecce, in rappresentanza di categoria, c'è la Cooperativa Sant'Anna di Vernole, azienda produttrice dell'olio ricavato dall’albero, e c'è, non certo meno importante, la sig.ra Ines Maria Antonucci proprietaria del terreno che ospita la maestosa pianta.

Nei giorni scorsi la Provincia di Lecce ha inviato alla First Lady Michelle Obama presso la sua residenza a Washington e, per conoscenza, all'ambasciatore Usa in Italia, Mr. David Thorne, una comunicazione ufficiale relativa al prestigioso riconoscimento.

Dal documento si legge:
"La Provincia di Lecce, in accordo con le parti coinvolte, è lieta e onorata di omaggiare la persona della First Lady degli Stati Uniti Michelle Obama con l'assegnazione onoraria dell'albero d'Ulivo monumentale denominato "La Regina", una delle più antiche e prestigiose piante del territorio, insieme all'olio extravergine d'oliva che sarà prodotto con i suoi frutti, simbolo di pace, di alimentazione sostenibile e di benessere. Con la seguente motivazione: Per aver ideato e lanciato e per il grande impegno profuso a favore della campagna salutista 'Let's move!', attraverso la quale è stato attuato un importantissimo servizio pubblico affinché le nuove generazioni di giovani e giovanissimi americani potessero crescere in maniera più sana, avvicinandosi ad uno stile di vita caratterizzato da un regime alimentare più ricco in verdure, frutta e cibi naturali e da una maggiore attività fisica. Uno stile di vita, questo, in perfetta armonia e sintonia con i dettami della Dieta Mediterranea, riscontrata e scoperta in Italia dallo scienziato americano Ancel Keys e meritevole del riconoscimento da parte dell'Unesco quale Patrimonio Immateriale dell'Umanità. Per aver fornito un efficientissimo esempio di comportamento virtuoso, svolto in prima persona, impiantando e curando presso la Casa Bianca un orto coltivato a verdure e ortaggi e per avere, così facendo, amplificato a livello mondiale il messaggio a favore di una alimentazione più corretta, più ecosostenibile, più sana e, al contempo, gustosa e nutriente."

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L’albero d’Ulivo denominato “La Regina” è un’imponente pianta ultramillenaria, della varietà autoctona “Ogliarola Leccese”. Ha un’età stimata di oltre 1.400 anni e misura una circonferenza alla base di circa 14 metri. E’ posizionata in agro di Vernole/Lecce (Puglia), individuabile su Google Maps attraverso le coordinate: 40.33.17.80N– 18.26.85.90E. Nelle sue vicinanze vi sono altri ulivi altrettanto importanti, conosciuti come “Il Re”, “Il Faraone”, etc.  “La Regina” può arrivare a produrre fino a 6 quintali di olive, capaci di trasformarsi in un massimo di 100 kg di ottimo olio extravergine d’oliva.

lunedì 2 aprile 2012

E' l'orsetta "Dea" l'ambasciatrice in Giappone della Dieta Med-Italiana

Ha fatto il giro del pianeta la tenera notizia giunta da Tokyo, nel Giappone, secondo cui l’orsetta “Dea” ha iniziato a mangiare regolarmente solo quando le hanno servito i pasti conditi con olio extravergine d’oliva, il nutrimento simbolo della “Dieta Med-Italiana”, il regime alimentare e lo stile di vita proposto e spinto negli ultimi mesi da alcuni studenti del Costa di Lecce i quali hanno lanciato la tripla A di agricoltura, alimentazione e ambiente.

«Dopo essere arrivata qui le abbiamo dato carne di cavallo che ci avevano detto essere l’alimento preferito», spiega Mikako Kaneko, funzionaria del dipartimento Educazione e Stampa dello Ueno Zoo di Tokyo, il più antico del Giappone. La giovane femmina sembrava essere senza appetito, nonostante i 10 kg di cibo quotidiani di cui necessita, tra un po’ di pesce, verdure (come pomodori, carote e insalata) e almeno 8 kg di carne fresca, un ottimo 'sashimì di cavallo. «Allora ci siamo chiesti: viene dall’Italia, dalla Puglia, che cosa possiamo darle? Abbiamo provato con un filo di olio d’oliva e da allora ha funzionato», ha raccontato Kaneko ai giornalisti dell’ANSA.

Dea, nata il 2 dicembre del 2008 nello Zoo Safari di Fasano, in provincia di Brindisi (Salento), è da alcuni giorni in assoluto la star di “Mare per orsi polari e foche”, la sezione del grande parco della capitale giapponese rinnovata a ottobre del 2011. Ha sostituito Reiko, una femmina morta lo scorso febbraio all’età di 28 anni. Dea è giunta nel Giappone il 16 marzo scorso, appena due settimane fa, con un volo cargo da Milano Malpensa. Particolare la notizia che la sua terra d’origine non sia il Circolo polare Artico bensì la calda e assolata terra di Puglia, accogliente per natura. Anche se l’orsetta è in Giappone da pochi giorni, pare essersi comunque già ambientata nella nuova casa, pur se lontana dai genitori rimasti in Puglia, oltre ad essere già visitatissima, al punto da insidiare la corteggiata coppia di panda giganti presi in prestito dalla Cina. Dea non è l'unica orsa polare nata nello zoo Safari di Fasano, fa parte, infatti, di una cucciolata di tre orsetti, nati tre anni fa. I suoi due fratelli, Noel e Snowy sono già da tempo ospitati rispettivamente negli zoo di Copenaghen e in quello di Monaco. Da Monaco, dove Snowy è stata ribattezzata Giovanna in omaggio alla sua origine italiana, la sorellina di Dea è stata prestata per qualche tempo allo zoo di Berlino ed è diventata famosa per essere stata fidanzata con il famosissimo orso Knut che qualche anno fa ha commosso mezza Europa perché, abbandonato dai genitori, fu adottato e salvato dagli operatori del parco.

«E’ troppo simpatica, è un amore – annunciano i giovani della 3B della scuola leccese – non ci abbiamo messo più di un minuto per decidere di nominare Dea “Ambasciatrice della Dieta Med-Italiana in Giappone”. Se fosse minimamente possibile, ci piacerebbe da morire poterla invitare a fine maggio presso il Festival che stiamo organizzando qui a Lecce. Il sapere che Dea ha ricominciato a mangiare con appetito e regolarmente solo quando, fortunatamente, ai responsabili dello zoo è venuto in mente di condire i suoi pasti con il buonissimo e sanissimo olio extravergine d’oliva, ci ha dato un’ulteriore carica nel voler gridare al mondo intero che la dieta mediterranea italiana (da noi contratta in “dieta med-italiana”) è in assoluto il regime alimentare più indicato per mangiare bene, per essere sani e per rispettare l’ambiente; è la nostra tripla A: agricoltura, alimentazione, ambiente. Ecco perché d’ora in poi chiameremo l’orsetta di Tokyo “Dea della Dieta Med-Italiana”».

Gli Ueno Zoological Gardens di Tokyo sono stati fondati nel 1882 - «appena tre anni prima della fondazione della nostra scuola, avvenuta nel 1885», fanno simpaticamente notare gli studenti di Lecce. In questi 130 anni di vita, lo zoo è cresciuto molto, raggiungendo un’estensione di 14 ettari. Oggi ospita più di 2600 animali di 464 diverse specie. Coopera con i maggiori zoo in tutto il mondo (Beijing Zoo - Cina, San Diego Zoo - Usa, Chapultepec Zoo - Messico) ed ora anche con il più grande parco faunistico d’Italia, lo Zoo Safari di Fasano.

lunedì 19 marzo 2012

Anche il cervello trae beneficio dalla Dieta Med-Italiana

In Spagna e Grecia, ma soprattutto in Italia, se ne sentono spesso decantare le lodi, ma da oggi c’è anche uno studio che lo dimostra: la dieta mediterranea fa bene a fisico, cuore e cervello. Se fatta con criterio, infatti, la dieta potrebbe non incidere solo su salute cardiaca e girovita, ma anche al cervello. In particolare, uno studio spagnolo della clinica ospedaliera dell'Institut d'investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer (Idibaps) di Barcellona, dimostra come nella popolazione di anziani ad alto rischio cardiovascolare, consumare alimenti come olio extravergine, vino rosso, noci, nocciole e caffè possa aiutare a ridurre il rischio di insorgenza di demenza o Alzheimer e a migliorare sia memoria che capacità cognitive. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease.

Sono i polifenoli contenuti in queste sostanze, spiegano i medici della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg), a far bene al nostro sistema nervoso. Grazie ad essi e alla giusta dieta, spiegano gli esperti, si potrebbero ridurre gli enormi costi correlati all'Alzheimer, che nel nostro Paese riguarda oltre il 3.5% della popolazione con un numero di casi attesi annui  di circa 500mila casi e che hanno un costo annuo di  oltre 30 miliardi di euro fra costi sociali e sanitari.

Lo studio condotto dai ricercatori spagnoli si chiama PREDIMED (PREvencion con DIeta MEDiterranea), ed ha visto un campione di circa 450 uomini e donne fra i 55 e gli 80 anni, tutti ad alto rischio cardiovascolare. Per valutare la possibilità di insorgenza di demenza, il rischio cardiaco e l’associazione con la dieta i medici si sono concentrati nell’analizzare i livelli di espressione della apolipoproteina E, una proteina che trasporta il colesterolo e che spesso si associa a un maggior rischio di Alzheimer. In seguito, gli scienziati hanno osservato quali alimenti venivano prevalentemente consumati dai partecipanti, nonché il livello di polifenoli nelle urine. Tutti questi dati sono infine stati correlati ai risultati ottenuti in alcuni test neuropsicologici di valutazione della memoria e delle capacità cognitive.

E da lì è arrivato il risultato, finalmente ufficiale, che la dieta mediterranea fa bene. “Alcuni cibi sono risultati associati a una migliore funzionalità cognitiva”, ha spiegato Giuseppe Paolisso, presidente Sigg. “Un paio di cucchiai di olio di oliva al giorno migliorano la memoria verbale e quella a lungo termine; due /tre tazzine di caffè al giorno si associano a un incremento della capacità di immagazzinare ricordi nel lungo periodo; un pugno di noci, nocciole o altra frutta secca migliorano la memoria di lavoro, mentre il consumo di una modica quantità di vino rosso al giorno è correlato a punteggi migliori ottenuti nel test chiamato Mini-Mental State Examination, molto attendibile nel determinare il grado di un eventuale deficit cognitivo e la progressione in condizioni di demenza”.

Ecco dunque: gli alimenti che fanno parte della dieta mediterranea, presi singolarmente o insieme, possono ridurre il rischio di andare incontro a deficit cognitivo e Alzheimer.
“Questo in gran parte è dovuto agli effetti antiossidanti dei polifenoli contenuti in olio, caffè, vino e frutta secca”, ha continuato Paolisso. I ricercatori sanno infatti che i processi di ossidazione cellulare giocano un ruolo rilevante nel declino cognitivo correlato all'età: cibi ricchi di antiossidanti possono perciò prevenire o almeno ridurre il deterioramento legato all'invecchiamento. “Il modello alimentare mediterraneo, che prevede un largo consumo di cereali, legumi, frutta e verdura, fornisce grandi quantità di composti antiossidanti e da tempo viene considerato prezioso per ridurre il rischio di deficit cognitivo”, ha detto il medico. “Questi dati indicano che probabilmente, seguendo una corretta dieta mediterranea che preveda un introito giornaliero di circa 1500 calorie nel paziente anziano, potremmo ridurre l'incidenza di declino cognitivo e demenza negli anziani, diminuendo anche le enormi spese che gravano sul Sistema Sanitario per la cura e l'assistenza di questi soggetti”. I pazienti affetti da una patologia neurodegenerativa come l’Alzheimer costano allo stato ogni anno circa 50.000 euro l’uno, per un totale di oltre 30 miliardi di euro spesi annualmente: “Se riuscissimo a prevenire anche una piccola percentuale di casi potremmo realizzare grossi risparmi economici – ha concluso Paolisso - oltre che ridurre le sofferenze dei malati e delle loro famiglie”.

mercoledì 14 marzo 2012

Largo ai "flavonoidi" della dieta mediterranea

La ricerca scientifica suggerisce i benefici per cuore e arterie di una dieta ricca di flavonoidi, composti chimici naturali di cui sono ricchi i vegetali. Ma un’indagine condotta su oltre 7.500 persone rileva che nei piatti degli italiani i flavonoidi scarseggiano: nella Penisola si beve tanto caffè ma poco tè, che rispetto alla 'tazzina' contiene concentrazioni maggiori di sostanze amiche della salute cardiovascolare. Ma la bocciatura più pesante arriva sul fronte del consumo di frutta e verdura: oggi l’alimentazione-tipo degli italiani è lontana dalle 'dosi' ideali raccomandate dagli specialisti. Da qui l’appello degli esperti: riscoprire l'"abc’ della dieta mediterranea.

Ai flavonoidi sono state riconosciute virtù antinfiammatorie e antiossidanti. In particolare, i risultati di uno studio pubblicato a inizio anno sull'American Journal of Clinical Nutrition indicano che a un alto apporto di flavonoidi nella dieta corrisponde un minore rischio di gravi malattie cardiovascolari. Partendo da questa nuova conferma, l’Osservatorio nutrizionale Grana Padano ha cercato di 'misurare' il consumo pro-capite di flavonoidi in Italia, sondando le abitudini di 7.645 over 18, 4.681 donne e 2.964 uomini. Gli alimenti mediamente più ricchi di flavonoidi - ricordano gli specialisti in una nota - sono tè, vino rosso, frutta (soprattutto gli agrumi), verdura, olio d’oliva e cioccolato.

Ebbene, dall’indagine è emerso che il tè viene consumato dal 30% circa della popolazione, più dalle femmine che dai maschi (32% contro 25,5%). Sicuramente maggiore è il consumo di caffè, bevuto regolarmente dall’80% della popolazione senza differenza tra i sessi, mentre il vino rosso è consumato dal 55% e specialmente dagli uomini (65% contro 48%). Per quanto riguarda la frutta, e in particolare gli agrumi, la mangia il 60% della popolazione. Però le porzioni consumate sembrano essere inferiori rispetto a quelle consigliate dalle linee guida: il consumo medio pro-capite stimato è di circa 250 grammi, contro un apporto ideale di 400 g (circa 3 frutti). Va ancora peggio con la verdura: il consumo pro-capite calcolato è di 175 g al giorno, lievemente superiore nelle donne, contro gli almeno 200 grammi per ogni pasto raccomandati dalle linee guida. "Ancora una volta ci troviamo a ribadire l’importanza dei capisaldi della dieta mediterranea - commenta Michela Barichella, presidente di Brain and Malnutrition Association e responsabile della Struttura semplice di dietetica e nutrizione clinica degli Istituti clinici di perfezionamento (Icp) di Milano - raccomandando il consumo di almeno una porzione di verdura a pasto e di circa 3 frutti al giorno, preferendo sempre frutta e verdura crude, fresche e di stagione. È consentito un consumo moderato di vino rosso (circa un bicchiere al giorno), di caffè (2-3 tazzine al giorno) e soprattutto di tè. Anche in questo caso, la dieta mediterranea consente un adeguato apporto di flavonoidi, importanti per la prevenzione cardiovascolare".

"È accertato che un costante e alto apporto di vegetali al naturale e di frutta fresca riduce il rischio di malattie cardiovascolari - conferma Sergio Coccheri, professore di malattie cardiovascolari all’università di Bologna - e quindi dei gravi eventi ad esse correlati: soprattutto infarto cardiaco e ictus cerebrale. Che questo effetto benefico sia da attribuire ai flavonoidi contenuti in frutta e verdura è verosimile - precisa - ma non ancora dimostrato nell’uomo: gli studi clinici hanno dato infatti risultati talora contrastanti. Questo anche perchè si sono spesso ricercati soltanto effetti eclatanti come la riduzione della mortalità, che è influenzata da molti altri fattori".

sabato 3 marzo 2012

Pasticciere "pasticcia" con un nuovo dolce

E’ vero, nella piramide alimentare della Dieta Mediterranea occupano una posizione in cima, ossia se ne consiglia un uso limitato, ma i dolci ci sono, non sono banditi. Se poi quel poco di dolce a cui abbiamo diritto ha nel suo impasto olio extravergine d’oliva al posto del burro e miele al posto dello zucchero, allora sfidiamo qualunque esperto di nutrizione, meticoloso o perfezionista che sia, a non essere un po’ più tollerante e aperto su questo fronte. Ed è a questo traguardo che vuole giungere un noto pasticciere salentino.

«E’ da quando ho sentito parlare per la prima volta del nuovo progetto degli studenti dell’Istituto Costa di Lecce, i quali, attraverso il neonato brand “Dieta Med-Italiana”, hanno intenzione di far leva sull’agricoltura e sull’alimentazione per rilanciare il territorio e tutto il meridione d’Italia, che ho deciso di dare un mio personale contributo a questa splendida iniziativa. E in che modo può un pasticciere dare una mano nel diffondere i benefici salutari della dieta mediterranea italiana se non cimentandosi nella creazione di un nuovo prodotto basato quasi esclusivamente su sani e genuini prodotti locali, tipici della nostra antichissima tradizione?».

Presenta così Giovanni Venneri, artigiano dell’arte pasticcera in Alliste (Le), la sua voglia di mettersi all’opera, o meglio, di mettere “le mani in pasta” nella creazione di un nuovo dolce, con la peculiarità di avere ingredienti e caratteristiche perfettamente in linea con la sana e buona dieta mediterranea.

«Ho già effettuato alcuni esperimenti e, prova dopo prova, sento che la nascita del prodotto perfetto per la Dieta Med-Italiana è vicina, mi piacerebbe riuscire ad annunciarlo alla stampa e al pubblico in occasione del grande Festival che i giovani di Repubblica Salentina stanno organizzando a Lecce per fine maggio. La mia intenzione è quella di creare un vero e proprio prodotto novità, che abbia un suo nome, caratteristico e identificativo, e che, augurabilmente, possa piacere a consumatori e nutrizionisti così tanto da prendere piede nel resto d’Italia e all’estero come un valido esempio di un dolce che sia al tempo stesso buonissimo al gusto e, soprattutto, sano. Ovviamente il nodo principale sta nella scelta e nell’uso degli ingredienti. Al posto del burro, ad esempio, sto utilizzando olio extravergine d’oliva, non a chilometro zero, ma a “metro 100”, nel senso che viene prodotto a non più di cento metri dal mio laboratorio, ho scelto infatti l’ottimo olio prodotto dall’Azienda Agricola Adamo, uno dei più premiati del Salento. Allo zucchero sto provando a sostituire dell’ottimo miele, anch’esso prodotto a pochissima distanza da qui. E poi sto cercando di utilizzare anche altri ingredienti tipici del nostro territorio, in grado di dare a questa mia nuova “creatura” un tocco ed un gusto assolutamente innovativo, inequivocabile e “territoriale”.»

…e gli studenti della 3B del Costa?

«Siamo onorati ed orgogliosi – affermano – di questa bellissima e buonissima iniziativa, ci siamo subito proposti come “cavie” volontarie per tutti gli esperimenti di degustazione. A parte gli scherzi, questa nuova creazione del sig. Giovanni è perfettamente in linea con la nostra intenzione di far conoscere e, come in questo caso, di far scoprire al resto d’Italia e a tutto il mondo la qualità ed il gusto dei nostri prodotti naturali e della nostra cucina. Il Festival della Dieta Med-Italiana che stiamo organizzando per la fine di maggio rappresenterà un palco perfetto per presentare il nuovo prodotto dolciario, in quanto stiamo invitando tantissimi giornalisti ed esperti, italiani e stranieri. Se tutto il territorio abbracciasse e appoggiasse, in un modo o nell’altro, questa nostra nuova idea, siamo sicuri che nel giro di pochissimo tempo il Salento ed il meridione d’Italia saranno sulla bocca di tutti e, magari, “nella” bocca di tutti!»

venerdì 3 febbraio 2012

Pasta e Dieta Med-Italiana, promosse a pieni voti

La risposta più convincente al boom statunitense della dieta “low-carb” (pochi carboidrati) e alle relative polemiche arriva da Roma e dalla dieta mediterranea. Quella dell’eliminazione dei carboidrati è una mania che ha preso piede tra milioni di americani probabilmente in seguito ad una sorta di reflusso alla guerra, dichiarata oltreoceano, all’obesità. La dieta di Atkins, il guru della dieta “Low-Carb” morto nell’aprile del 2003, di cui anche la morte ha fatto discutere, tendeva sì ad eliminare i carboidrati, ma, implicitamente, sembrava concedere agli americani di poter largheggiare un po’ con i grassi, oltre a puntare in maniera decisa sulle proteine.

Dopo le polemiche scoppiate negli Usa attorno alle diete, non è un caso che sia proprio un’organizzazione no profit statunitense, l’Oldways, a stilare un documento ufficiale, il Consensus Document, che, nell'ambito del convegno 'Healthy Pasta Meals', tenutosi a Roma, promuove a primo della classe il modello mediterraneo su tutti gli altri modelli occidentali di alimentazione.

La dieta mediterranea, a livello internazionale, viene riconosciuta la migliore per i maggiori benefici per la salute. Come si evince dal titolo del convegno, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e dal Ministero della Salute e la collaborazione di autorevoli esperti internazionali, è la pasta, ricca di carboidrati, a costituire l’elemento cardine della dieta ideale.

La pasta e' importante, spiega il comunicato dell'associazione, ''non solo in quanto fonte di carboidrati complessi, ma anche perche' veicolo ideale per gli ingredienti necessari ad un pasto che contribuisca costantemente al mantenimento della salute. Indipendentemente dal contenuto di fibre - continua la nota Oldways - la pasta ha infatti un basso indice glicemico (41). Come risultato, chi consuma pasta gode dei benefici di assorbimento prolungato dei carboidrati, che ha come conseguenza un aumento lento degli zuccheri nel sangue. La pasta è, infatti, prodotta con semola di grano duro che, a differenza della farina di grano tenero, usata di solito per il pane, è assorbita in maniera più lenta dall’organismo.

La pasta gode inoltre dei vantaggi derivanti dagli altri singoli ingredienti che la accompagnano come condimento: olio d’oliva, pomodori e le altre verdure, pesce, tagli di carne magra.

Secondo lo studio percio', chiunque aspiri ad una vita lunga e sana e a prestazioni fisiche e intellettuali elevate, deve sfruttare i principi dei carboidrati a rilascio lento, quelli, per l'appunto, contenuti nella pasta. Ma è solo la pasta ad assurgere a elemento centrale della dieta mediterranea: frutta, verdura e legumi, anch'essi ricchi di carboidrati, accompagnati da un filo d'olio extravergine d'oliva e vino con moderazione, se consumati quotidianamente e nelle giuste dosi, apportano all'organismo grandi benefici.

Un convegno che contribuisce dunque a dissipare la confusione che si è fatta attorno alla pasta ed ai carboidrati in genere, in relazione alle polemiche sul modo migliore per perdere peso. E’ emersa, infatti, la conferma dei rischi per la salute delle diete a basso contenuto di carboidrati e con un’alta percentuale di grassi e proteine. Il rischio che corre chi si fa prendere dalla mania dell’eliminazione dei carboidrati è che si evitano alimenti che non sono solo quelli preferiti (pasta, pane e pizza) ma che sono il fondamento di una dieta equilibrata.

Un “peso sano” si può ottenere, e soprattutto mantenere, solo con una dieta equilibrata, senza ricorrere a condotte alimentari estreme che comportano sempre rischi per la salute.

La Dieta Med-Italiana, versione italica della dieta mediterranea, è inoltre apportatrice di benefici che accrescono la longevità, migliorano le prestazioni fisiche e cognitive e possono svolgere un ruolo chiave nell'impedire le malattie croniche quali l'obesità, il diabete, la malattia cardiache, coronariche e determinate forme di cancro.

L’aumento del peso non è causato da un alimento in particolare, è causato invece dall’assunzione di un ammontare di calorie superiore a quante ne vengono bruciate. La pasta, se associata ad altri alimenti sani, non provoca l’aumento di peso, mentre le diete High-fat/low-carb sono pericolose, perché comportano rischi per la salute e possono aumentare il rischio di contrarre serie malattie croniche come obesità, diabete, malattia cardiovascolari, Malattia di Alzheimer e certe forme di cancro.

I carboidrati sono essenziali nelle diete sane ed equilibrate. I carboidrati sono la fonte della maggior parte del glucosio presente nel corpo, che è il combustibile fondamentale per l’energia necessaria al cervello, le cellule del sangue, i muscoli e gli altri organi. Senza carboidrati, una dieta non è equilibrata, né completa.

La dieta ideale deve avere queste percentuali: i carboidrati devono costituire il 45-60%, 25-30 % di grassi e 15-20 di proteine.

Su queste affermazioni c’è il consenso degli scienziati della nutrizione, al più alto livello, in tutto il mondo e delle guide di riferimento per la dietologia.

Ecco qui la dieta "antigelo" per l'inverno

Grande freddo uguale raffreddore, influenza, malessere. Proprio così, quando le temperature si abbassano i virus diventano particolarmente battaglieri, costringendo a letto migliaia di persone. Ma anche se si fa parte della categoria "immuni", quando la colonnina di mercurio si abbassa troppo, e troppo repentinamente, l’organismo si ritrova ad affrontare una specie di emergenza. Deve infatti riuscire a mantenere, nonostante tutto, sempre costante la sua temperatura ideale di circa 37 gradi. E come ci riesce? Prelevando un certo numero di calorie dalla propria quota giornaliera di dispendio energetico. Un escamotage che ci obbliga a rendere più ricca, quantitativamente e qualitativamente, la nostra dieta. Un dieci per cento in più di calorie da distribuire nell’arco della giornata ricavate da alimenti in grado di alzare la temperatura corporea e di rafforzare le difese immunitarie messe a dura prova dal sottozero.

Gli alimenti antifreddo — Quali? Per la Coldiretti benissimo tutte le verdure di stagione, in quanto forniscono il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti. Quindi semaforo verde a spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine e broccoletti, ricchi di vitamina A e C. “Un discorso a parte meritano le carote – precisa il professor Giorgio Calabrese, docente di scienze dell’alimentazione all’Università Cattolica di Piacenza - che, grazie al beta-carotene, un precursore della vitamina A, stimolano una azione protettiva sul timo, che si trova sotto la tiroide: una ghiandola che, se funziona regolarmente, produce molti linfociti T, detti anche “Killer”. in quanto abbattono tutti gli agenti infiammatori e infettivi”. Ottimi anche cipolle e aglio, meglio se crudi, per la loro valenza antibatterica. Nei cereali integrali, nell’avena, carne rossa, verdure a foglia verde, tuorlo d'uovo e ceci troviamo la vitamina B, fondamentale per trasformare il cibo in energia. Per dare un ulteriore valido aiuto al nostro sistema immunitario non possiamo fare a meno della vitamina D, presente nel pesce, fegato, latte e uova. “E ancora non si deve tralasciare la preziosa vitamina E – prosegue Girgio Calabrese - in grado di neutralizzare i radicali liberi, contenuta nel germe di grano, nelle mandorle, nelle nocciole e in abbondanza nelle patate, nei semi di girasole secchi, nell’olio extravergine di oliva e nell’olio di semi”.

Legumi e c. — Un ruolo importante nella dieta invernale l’hanno anche i legumi, per intenderci fagioli, ceci, piselli, lenticchie e fave secche. Contengono ferro e soprattutto molta fibra, utile a migliorare la funzionalità intestinale. Uniti nei minestroni e nelle zuppe a cereali come riso, orzo e farro forniscono grande energia e calore. La vitamina C la troviamo in grande quantità nel kiwi e negli agrumi in genere, quindi arance, limoni, mandarini, clementine. Non vanno poi dimenticate le proteine, tramite la giusta porzione sia di pesce che di carne bianca e rossa: la loro assunzione deve essere compresa tra gli 0,8 e1,3 grammi per chilo di peso corporeo.

Capitolo alcolici — Occorre non esagerare con vin brulé, punch e superalcolici vari, molto in voga d’inverno, che se, a dosi moderate, per il loro ruolo vasodilatante, procurano un iniziale senso di benessere e di calore, bevuti in eccesso possono creare seri problemi allo stomaco e non solo. Un altro rimedio molto popolare per il grande freddo è il latte caldo e miele. “Un’ottima accoppiata – dichiara Calabrese - grazie al grande valore nutrizionale di entrambi gli alimenti, che tuttavia è bene prendere con una certa parsimonia, specie se si hanno problemi di corretto smaltimento degli zuccheri nel sangue. Perché? Ci sono troppi zuccheri semplici sia nel latte che nel miele, una combinazione che si risolve in una minore presenza di neutrofili e linfociti nel sangue, i difensori dalle malattie infettive contagiose come il raffreddore o l’influenza”.

Il menù antifreddo — Ecco lo schema di alimentazione che il professor Giorgio Calabrese consiglia per una giornata di grande freddo o anche per combattere l’influenza:
Colazione: succo di arancia, uvetta, yogurt magro bianco.
Spuntino alle 10 circa: un kiwi.
Pranzo: succo di mirtilli, pane integrale, broccoli, mozzarella.
Merenda alle 17: un succo di arance spremute.
Cena: insalata di spinaci e pomodori con semi di girasole; pollo e peperoni alle spezie, carote al vapore, riso integrale e macedonia di frutta. (Mabel Bocchi - Humanitas Salute)

giovedì 26 gennaio 2012

Frittura con olio d'oliva non danneggia il cuore

I risultati di una ricerca condotta all’Università Autonoma di Madrid negano che ci sia una correlazione tra il consumo di cibi fritti nell’olio (d’oliva o di girasole) e le malattie coronariche.

Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, si è basato sull’osservazione di 40.757 persone di età compresa tra i 29 e i 69 anni. I volontari, privi di malattie legate al cuore, sono stati osservati per ben 11 anni con controlli che riguardavano la loro salute in generale e la dieta.

In 606 hanno riscontrato problemi al cuore mentre 1.134 sono stati i decessi registrati, ma in nessun caso è stata riscontrata una relazione tra malattie cardiache e il consumo di cibi fritti con olio d’oliva o girasole (i più usati nei Paesi del Mediterraneo).

“Il nostro studio sfata il mito che vuole il cibo fritto generalmente legato alle malattie al cuore", ha affermato con convinzione la dottoressa Guallar-Castillon. Secondo i ricercatori però tali risultati sarebbero differenti in un Paese in cui è più largo l’uso di oli solidi o riutilizzati.

Però... non sono mancate le polemiche, soprattutto da parte dei nutrizionisti iberici convinti che comunque, quando si consuma del cibo fritto, inevitabilmente si assumono più calorie dato l’assorbimento del grasso degli oli. Quindi, ricordano i nutrizionisti, aumenta il rischio di incorrere in problemi quali pressione alta, colesterolo ed obesità.

martedì 10 gennaio 2012

Un regime alimentare più che un diario di alimenti

La Dieta Mediterranea non va considerata una lista di alimenti di cui cibarsi alla stregua di una dieta, come spesso si è portati a pensare, ma piuttosto un regime alimentare nato da una certa cultura e da una certa tradizione culturale.  Infatti la dieta Mediterranea prende il nome dalla diffusione che ha nei paesi che si affacciano al mare “Nostrum”.

Ma è errato pensare che tutti i sedici Stati europei che sono bagnati dal Mar Mediterraneo hanno la medesima tradizione culinaria anzi, molto spesso la dieta mediterranea si differenzia addirittura tra le regioni interne di una singola nazione e quelle invece bagnate dal mare. Facile è quindi immaginare quale differenza possa intercorrere tra una nazione e l’altra.
La dieta mediterranea è caratterizzata da un consistente consumo di frutta verdura, patate, fagioli, noci, semi, pane e cereali, dall’uso come grasso da condimento dell’olio d’oliva. Un’altra caratteristica è il consumo di discrete quantità di pesce che di solito viene preferito al consumo di carne. Pare che ci sia anche un uso moderato di formaggi e di yogurt interi.

Abbiamo già parlato e non una volta su questo blog della dieta mediterranea sottolineando come recenti studi hanno dimostrato come questo tipo di alimentazione prevenga tanti problemi di natura cardio-vascolare.
Sicuramente una delle cause è che l’olio d’oliva pare che sia una fonte di grassi monoinsaturi, che prevengono le malattie al cuore e di vitamina E. Un consistente consumo di frutta e verdura che sono i più naturali e genuini antiossidanti che prevengono cancro e malattie cardiache.
Un altro motivo per cui la dieta mediterranea prevenga diversi tipi di malattie sono gli effetti  del consumo di pesce grasso, come le sardine.
Un altro fattore determinante è l’abbondanza di sole per tutto l’anno. La dieta mediterranea rappresenta una buona educazione alimentare. (Il nutrizionista)

lunedì 9 gennaio 2012

Olio Extravergine d'oliva: tutti ne parlano, pochi lo sanno

Oggi la medicina è tornata a considerare seriamente le proprietà terapeutiche dell'olio per i seguenti motivi:
  • scarso contenuto di grassi solidi e quindi una facile emulsionabilità;
  • alto coefficiente di digeribilità;
  • facilita l'assorbimento delle vitamine liposolubili; - discreto contenuto di vitamina A e caroteni (che conferiscono stabilità all'ossidazione e all'irrancidimento)
  • discreto contenuto di clorofilla, la cui concentrazione determina una più o meno intensa tonalità verde assunta dall'olio.
I dietologi consigliano l'uso di olio extravergine di oliva come condimento, in modo da rendere più appetitosi gli alimenti e, nello stesso tempo, migliorare la salute dei consumatori.

L'olio extra vergine ha precise azioni antinfiammatori, emolienti, protettive e di stimolo:
  • sul Pancreas per la produzione di maggiori quantità di enzima digestivo;
  • sulla Cestifelea che provvede a riversare la bile nell'intestino;
  • sulla Mucosa che riveste la superficie interna dello stomaco e dell'intestino;
  • sul Fegato per una maggior produzione di bile;
  • sulla Gastrite e sull'Ulcera gastrica perché è di un'efficace azione protettiva;
  • sul Corpo difendendolo da alterazioni cutanee;
  • sul Sistema Nervoso poiché lubrifica la mente;


I benefici dell'olio extravergine

L'olio extra vergine di oliva per la sua composizione svolge un effetto protettivo sulle arterie, sullo stomaco e sul fegato. Inoltre l’olio extravergine di oliva:
  • abbassa il livello delle lipoproteine a bassa densità (colesterolo cattivo) e alza quelle ad alta densità (colesterolo buono)
  • protegge le mucose ed evita gli effetti dell'ipercloridria, riducendo così i rischi di ulcere gastriche e duodenali
  • favorisce la normalizzazione della pressione arteriosa e aiuta a preservare dalle malattie cardiovascolari
  • promuove gli stimoli secretori dell'apparato digerente, inducendo una migliore digeribilità
  • esercita un'azione lassativa e aiuta a correggere la stipsi cronica
  • protegge le cellule e rallenta il processo di invecchiamento della pelle
  • aiuta a rimarginare la pelle dalle ustioni e la preserva dall'irraggiamento solare
  • previene le malattie degenerative, in particolare il tumore al seno
  • stimola la mineralizzazione delle ossa e l'assimilazione dei sali minerali di primaria importanza


VITAMINA E (tocoferolo) - La “vitamina E” (tocoferolo) è un antiossidante; è cioè, in grado di prevenire il danno inflitto alle cellule dai pericolosi radicali liberi, che sono un normale prodotto del metabolismo organico, ma se prodotti in quantità eccessive e/o non controbilanciate dagli antiossidanti, danneggiano i tessuti sani. Inoltre i radicali liberi contribuiscono all’invecchiamento perché distruggonoil collagene e le fibre di elastina che costistuiscono lastruttura della pelle; senza il loro supporto la pelle cede e perde la sua compattezza giovanile. La “vitamina E” ha la proprietà di neutralizzare i radicali liberi man mano che si formano, ed aiuta a prevenire questo tipo di danno. Grazie alla sua abilità come cacciatore di radicali liberi, viene inclusa in un numero sempre maggiore di cosmetici per la pelle. È sempre più riconosciuto il valore della “vitamina E” assunta come integratore, non solo per ritardare l’invecchiamento prematuro, ma anche per prevenire un gran numero di tumori, la formazione della cataratta, l’artrosi, le malattie cardiovascolari e anche nel trattamento dei casi di sterilità sia maschile che femminile


COLESTEROLO: L'equilibrata presenza dell'acido Linoleico, ed il giusto rapporto con i suoi derivati acido Linolenico e acido Arachidonico, aiuta l'eliminazione del colesterolo attraverso l'intestino diminuendo il pericolo di malattie coronariche (la Food and Drug Administration ha autorizzato ad indicare sulle etichette l’invito a consumare due cucchiai al giorno di olio extravergine di olivaproprio perché riduce il rischio di danni coronarici), di calcoli biliari e di trombi. Inoltre, è manifesto che il consumo usuale può dare una mano a prevenire i tumori del colon e della mammella, ma anche le malattie cardiovascolari, perché grazie alla presenza di acido oleico rende le lipoproteine più solubili e ne aumenta la capacità di rimuovere il colesterolo.

MALATTIE CARDIOVASCOLARI E ARTERIOSCLEROSI: Studi condotti per prevenire la arteriosclerosi e i danni che ne conseguono hanno dimostrato che e' possibile ridurre colesterolo totale e LDL, evitando la susseguente catena di eventi nocivi, quando gli acidi grassi monoinsaturi o polinsaturi sostituiscono nelle abitudini alimentari gli acidi grassi saturi. L'olio d'oliva, per il suo alto contenuto in acidi grassi monoinsaturi, rappresenta un sostituto ideale dei grassi saturi alimentari nonché uno dei grassi alimentari più validi per la salute.

PELLE E CAPELLI: La salute della cute e dei capelli, dipende in buona parte da un giusto apporto in sostanze nutrienti, visto che questi tessuti sono, nel nostro organismo, quelli in maggior misura soggetti ad un rapido ricambio. L'olio d'oliva, con il suo contenuto di acidi grassi essenziali, che l'organismo non e' in grado di produrre e con la sua azione favorente l'assorbimento di molte vitamine, rappresenta un alimento ideale, da questo punto di vista, soprattutto se consumato a crudo, insieme a verdure ed ortaggi. L'olio d'oliva e' anche una fonte di antiossidanti naturali, preziosi contro i radicali liberi, di frequente indicati come responsabili dell'invecchiamento cellulare.

DIETA E OLIO: I lipidi rappresentano la migliore fonte di energia per il corpo umano: dalla degradazione di un grammo di proteine o di carboidrati (amido o zuccheri) si ottengono circa 4 kcal; i lipidi alimentari forniscono invece 9 kcal ogni grammo di peso di sostanza ingerita. Tutti i grassi, se introdotti in misura eccessiva, specie se si conduce una vita sedentaria, possono concorrere a determinare sovrappeso. L'olio d'oliva è più aromatico rispetto ad altri grassi e si presta più facilmente ad una riduzione di condimento: ciò può aiutare nelle diete dimagranti.

GRAVIDANZA: Le raccomandazioni dietetiche per le donne in gravidanza sono simili a quelle per una corretta alimentazione di ogni individuo, ma ci sono alcuni bisogni specifici legati alla presenza di un nuovo organismo in formazione: ciò si traduce in aumento ragionato delle calorie totali, incremento dell'apporto in proteine e attenzione ad una assunzione adeguata di minerali e vitamine. E’ bene condire le pietanze con olio d'oliva, poiché questo è in grado di assicurare una buona quota di acidi grassi monoinsaturi (oleico) ed essenziali (linoleico), necessari per uno sviluppo ottimale del sistema nervoso del nascituro.

PER I BAMBINI: Fin dallo svezzamento, le pappe del neonato, a base di cereali e carne, con aggiunta di grana o parmigiano, possono essere completate con piccole quantità di grassi, sotto forma di olio extravergine d'oliva. L'olio d'oliva dovrebbe essere per tutta l'infanzia e l'adolescenza il condimento da privilegiare, poiché apporta acido oleico, facilmente digeribile e ben utilizzato per produrre energia, e acidi grassi come il linoleico fondamentali per gli organismi in via di sviluppo.

GLI SPORTIVI: Nel regime alimentare di chi fa sport, anche a livelli agonistici, l’utilizzo di un condimento come l'olio d'oliva offre le garanzie nutrizionali di un prodotto naturale ed il vantaggio di un'ottima digeribilità. L'olio d'oliva stimola infatti un rapido svuotamento dello stomaco, riducendo i tempi di digestione; e' efficace inoltre nel contrastare l'eccesso di acidità gastrica, grazie allo stimolo esercitato sulla secrezione di sostanze capaci di mitigarla; stimola l'attività della cistifellea, favorendo così l'emulsione e la digestione dei grassi a livello del piccolo intestino.

INVECCHIAMENTO: L'olio di oliva è tra tutti gli oli vegetali quello più digeribile da parte dell'organismo umano. Oltre ai trigliceridi e grassi polinsaturi, contiene infatti sostanze antiossidanti come vitamina E, polifenoli, fitosteroli, clorofille e carotenoidi, che esplicano un'azione protettiva per il nostro organismo. Per mezzo di questi elementi l'olio extravergine di oliva può concorrere a bloccare l'attività dei radicali liberi, cioè i composti chimici responsabili dell'invecchiamento delle cellule. L'olio d'oliva assicura l'assunzione di buone quantità di grassi (in grado di fornire apporti ottimali di calorie) e di alcune vitamine (A, D, E, K) normalmente veicolate dalle sostanze grasse, di cui facilmente nell'anziano si può instaurare la carenza, con danno per la salute. Inoltre l’olio di oliva conferisce gusto e sapore alle pietanze e può contribuire al miglioramento dell'alimentazione dei soggetti più anziani nei quali non di rado si assiste all'insorgere di vere e proprie malattie da carenze nutrizionali. L'olio d'oliva, infine, e' facilmente digeribile e possiede un'azione leggermente lassativa, utile in età in cui comunemente si manifesta una certa stitichezza.

PRESSIONE ARTERIOSA: Molteplici studi hanno dimostrato che l’olio d’oliva favorisce la normalizzazione della pressione arteriosa. I livelli di pressione sistolica e diastolica osservati nei Paesi in cui si consumano quantità elevate di grassi monoinsaturi sono più bassi di quelli rilevati nelle regioni in cui si consumano grassi saturi. Uno studio condotto in otto città italiane ha considerato il rapporto tra consumo di olio d’oliva e tensione arteriosa su oltre 4000 persone di entrambe i sessi, di età compresa tra i 20 e i 59 anni. Lo studio ha evidenziato che rispetto a chi fa scarso consumo di olio d’oliva, i forti consumatori mostrano livelli di tensione arteriosa e colesterolo ematico inferiori.

TUMORI: L’incidenza e la mortalità di diversi tipi di cancro sono più basse nei paesi mediterranei; è il caso del cancro al seno, al colon, alle ovaie, all’utero e alla prostata.
Diversi studi sperimentali fanno vedere che l’olio d’oliva, al contrario di molti altri grassi, non è un fattore promotore del cancro. L’influenza sfavorevole di altri grassi alimentari e in particolare dei grassi saturi, e, secondo alcuni studi, dei grassi polinsaturi, nell’insorgere di diversi tumori maligni è un fatto ormai acquisito.